Odio i Titoli. Fondamentalmente sono capace a sfornarne solo di ridicoli. Ho fatto la rima e sono contenta di me stessa.
domenica 27 gennaio 2013
Ricorda.
Al di là del falso buonismo;
Al di là del "sono-alternativo-a-tutti-i-costi" quindi mi distacco dal ricordare, e biasimo chi sente sinceramente di farlo.
Non è detto che tutto ciò che sia "istituzione" sia necessariamente da criticare.
Non è detto che ricordando la Shoah si dimentichino automaticamente tristi episodi che da questa sono ricalcati, o che la ricalcano.
Come un minuto di silenzio non ha senso se vissuto pensando a cosa si mangerà a pranzo, il giorno della memoria non ha senso per chi non sceglie di ricordare con sentimento.
E chi fa questa scelta sente che il 27 gennaio SERVE.
È vero, non serve a riportare in vita quella gente.
...non voglio essere noiosa, ripetendo che ci permette di non compiere gli stessi errori fatti in passato.
Io dico che voglio crederci, eppure tante, tante volte arrivo quasi a non riuscirci.
Perchè dalle stesse labbra che parlando dei Lager tedeschi dicono: "povera gente", troppo spesso ho sentito pronunciare parole razziste contro altre minoranze presenti IN QUESTO MOMENTO in Italia.
Ripeto, non sto moraleggiando a caso, sento di poter dire che tutto quello che scrivo è sincero.
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Con tutti i brividi che mi hanno posseduta su quei vialoni gelidi in Polonia, nonostante il cappotto.
Con tutta l'immobile, ignara tranquillità delle bellissime betulle che circondano quell'area.
Con tutta l'angoscia di quegli sguardi cerchiati che ti guardano dalle foto attaccate alle pareti di un Block.
Con tutto il dolore di quella stanza piena, stipata, stracolma di capelli.
Con tutta lo smarrimento provato nel vedere quei vestiti. Piccoli. Che sarebbero potuti essere di una delle mie sorelle.
Perché loro il mio cappotto non lo avevano.
Perché quegli sguardi svuotati sono appartenuti a persone in carne ed ossa.
Perché quella montagna di capelli è qualcosa di assolutamente incommentabile.
Perché le bambine che portavano quei vestitini, non hanno avuto il diritto di crescere.
Con tutto il sentimento di una che per due anni non è riuscita a scrivere niente su questo argomento, e prende il "coraggio" di buttar giù qualche parola smozzicata nel giorno della memoria del 2013.
Memoria.
"Gli anni della storia sembrano lunghi e lontani, ma in realtà non sono che un soffio, e gli avvenimenti apparentemente dispersi in quella dimensione della storia che è il tempo sono in realtà vicini e collegati da quel misterioso robustissimo filo che è la memoria degli uomini." [Andrea Rossi]
Non dar peso a chi ti dice che è tutta una montatura di impalcature buoniste e senza senso.
Vivi la giornata della memoria per te e per la tua coscienza.
Per andare contro quelle labbra che parlano senza riflettere.
Ma soprattutto, vivi la giornata della memoria per tutti loro.
Per non dimenticarli, trattandoli a quel punto allo stesso modo in cui sono stati trattati lì nei campi: numeri.
Non sono stati solo 6 milioni di morti, sono stati 6 milioni di VITE, ognuna particolare ed unica.
Ricorda.
E fa ricordare a chi credi abbia la sensibilità di farlo.
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